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Logotondo-TerraBeneComuneNelle colline che dividono la valle del Tevere dal lago del Trasimeno, a due passi da Umbertide (Perugia), c’è un forno che per anni ha cotto cibo per gli migliaia di persone, poi è stato abbandonato per oltre tre anni, gli ettari di terra intorno lo erano già da dieci. Oggi a Caicocci, il nome della collina che ospita il forno, è stato avviato un progetto di custodia sociale. “Caicocci Terra sociale” (https://www.youtube.com/watch?v=dzvWunEjIm8) è un pezzo del movimento Genuino clandestino con cui gli abitanti del luogo rifiutano la vendita del terreno demaniale”.

Questo era l’inizio di un’esperienza importante nata e cresciuta dentro il movimento GenuinoClandestino. Esperienza che ha arricchito il movimento ma che purtroppo non è riuscita a continuare la sua esperienza di custodia.

Nel frattempo, il 4 maggio si è concluso il processo civile che la Regione Umbria aveva intentato contro il comitato Caicocci Terra Sociale e quattro attivisti per la reintegra nel possesso dei casali e delle terre di Caicocci.

Il tentativo di tutelare un territorio e salvarlo dalla vendita s’è trasformato, nel momento di debolezza maggiore del gruppo che “custodiva” Caicocci, in un contrattacco da parte della Regione Umbria, che ha continuato la causa , conclusasi con la condanna al pagamento delle spese legali.

La proposta è di informarsi, organizzare iniziative a supporto degli attivisti denunciati e del progetto “Caicocci Terra sociale”, ma soprattutto di confrontarsi nei vari territori su vecchie e nuove forme di repressione e contribuire a nuove strategie di resistenza.

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Lettera aperta alle reti ed alle realtà territoriali

Il 4 maggio si è concluso il processo civile che la Regione Umbria aveva intentato contro il comitato Caicocci Terra Sociale e quattro attivisti (tre identificati presso i casali e uno identificato come mandante morale in quanto mandante di mail all’assessore regionale) per la reintegra nel possesso dei casali e delle terre di Caicocci.

Dopo 17 mesi siamo stati condannati al pagamento delle spese legali dell’ intero procedimento, che ammontano a 460 euro per le spese di cancelleria e 7350 euro per compenso professionale degli avvocati regionali, oltre accessori di legge. Al di là del pagamento delle spese, la sentenza è pesantissima proprio per il suo significato politico, è un segnale chiaro e diretto contro i movimenti di lotta che provano ad alzare la testa in questa regione. Lo è perché apre la strada ai procedimenti penali contro chi a Caicocci è stato identificato ed oggi affronta un processo penale. Lo è perché rischia di diventare un pericoloso precedente.

Due elementi vorremmo segnalare, il primo è che come avviene in molte altre parti d’Italia si assiste ad un meccanismo che inserisce nel circuito debitorio, attraverso multe o spese legali, i compagni che stanno nei conflitti sociali, il secondo è che se questo è un terreno di attacco anche le nostre forme di lotta e resistenza devono tenerne conto. Oggi, il processo neoliberista ci vuole soli e disorganizzati e indebitati, dopo aver rotto ogni tipo di solidarietà organizzata c’è il rischio della “patrimonializzazione” del conflitto sociale. Se vogliamo continuare a lottare non possiamo trascurare questi elementi.

Per questo motivo pensiamo che non basti semplicemente invocare una solidarietà politica per chi si trova ad affrontare queste spese, ma trasformare questa richiesta in una pratica concreta, in una confederalità mutualistica, che si sviluppi nei prossimi anni nella nostra regione. Noi vogliamo creare un reticolo stabile di solidarietà che partendo dalla nostra lotta sia in grado di connettersi con altre esperienze e soggettività che oggi affrontano il conflitto sociale e la crisi. Come ci hanno insegnato i nostri nonni con le prime mutue, con le prime leghe, con quel saper fare solidarietà dal basso tra chi nel basso ci vive noi lavoreremo per creare una “Cassa di Mutua Resistenza”, perché la nostra lotta per la terra è di tutti per tutti, come lo è quella per gli spazi sociali, per il diritto alla casa, per il reddito ed il lavoro. Uniti siamo tutto, divisi sian canaglia. Confidando nella ratizzazione (di cui ancora non abbiamo conferma), speriamo che dopo aver pagato la prima rata di 3000euro, questo autunno, ci si possa incontrare con realtà territoriali e non per strutturare il meccanismo della cassa di mutua resistenza ed analizzando gli eventuali altri casi da soccorrere.
Ad oggi la cassa è a 830 euro. Grazie a Mondeggi, circolo island, Cassa di resistenza pugliese, ed ai singoli che hanno contribuito. Grazie anche a Mercato Brado per l’occasione che ci offrono di cucinare un pranzo all’incontro naz. GC che ospiteranno a Settembre ed alle altre realtà con cui siamo in contatto per future iniziative ed alla festa di Liberazione di Marsciano che il 1° agosto ospiterà una nostra iniziativa con una cena di solidarietà.

Potete sostenere il nostro progetto
– attraverso versamento sulla Poste Pay intestata a Davide Corriga n° 5333 1710 1156 8124
– facendo iniziative benefit nei vostri territori, quartieri, comitati, mercati, spazi sociali.
– invitando a eventi la cucina del Billy Bar – Con la mostra dei disegni dalla frontiera .
Questi oltre 11.000 euro saranno comunque un guadagno nostro e non loro.
Per info : gaiacorriga@live.it – fabios81@libero.it
Per invitare la nostra cucina : ohohbillybar@gmail.com
Tel : 3771830247 – 3771830331 – 334 6883166

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1 agosto 2016

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